Progetto: La Golena di S. Massimo, porta est del Parco delle Mura e delle Acque di Padova. 2025
Partner:
- Cooperativa Sociale Piovego
- Associazione Amissi del Piovego
- Comitato Mura
- Comune di Padova
Analisi del contesto
L’area compresa fra i due bastioni rinascimentali del Portello Vecchio e del Castelnuovo, meglio conosciuta come la Golena di San Massimo, è stata utilizzata, come noto, fino al 1980 come sede di impianti per il trattamento di rifiuti della nettezza urbana, ricovero dei mezzi della stessa, e canile municipale. In seguito ad un parziale recupero, dopo il 1980, è stata sottoposta a più interventi che ne hanno migliorato l'assetto, ma è rimasta priva di una adeguata utilizzazione specie se considerate le sue potenzialità.
La Golena infatti rappresenta per i suoi aspetti storico-monumentali, paesaggistici ed ambientali, un luogo paradigmatico del complesso rapporto mura-acque che ha contrassegnato la città di Padova. Qui si possono riconoscere funzioni di ordine: culturale, didattico, narrativo-identitario, turistico e sportivo-ricreativo, con la necessaria consapevolezza che qualsiasi fruizione si inserisce in un’area fragile, che merita rispetto e tutela.
Non sembra superfluo sottolineare questo aspetto, perché spesso, anche in recente passato, la Golena è stata percepita semplicemente come “non luogo”, uno dei tanti spazi verdi o addirittura come uno spazio vuoto, libero e disponibile per qualsiasi funzione e attività, spesso semplicemente produttrice di un mero ricavo economico mordi-e-fuggi. E, nonostante questo, l'area è sempre stata ampiamente sottoutilizzata.
Nell’area sono stati eseguiti dal Comune, tra il 2006 e il 2008, un importante restauro delle quinte murarie e, recentemente (2021-2023), ulteriori interventi con il ripristino del cammino di ronda sulla cortina muraria, dei percorsi ipogei, la ristrutturazione dei due fabbricati (ex canile ed ex casa del custode), la sostituzione della cavana di legno esistente con una nuova più grande e la realizzazione di uno squero per la manutenzione delle barche. Nell’intervento di restauro è stato incluso anche il Ponte delle Gradelle, sul canale San Massimo, elemento di connessione con l’adiacente area monumentale dell’ex Macello di Via Cornaro di prossimo recupero.
Attualmente nell’area (complessivamente di circa 15.000 mq recintati a terra e adiacenti al canale Piovego) insistono vari manufatti:
- Mura storiche rinascimentali: bastione del Castelnuovo e bastione Buovo, cortina muraria che li unisce con cammino di ronda percorribile attrezzato e percorso ipogeo (galleria) attrezzato e illuminato, casematte interne al Buovo, ponte delle Gradelle di S. Massimo e piccola costruzione sovrastante.
- Edifici: casa a due piani e seminterrato (ex casa del Custode) ora sede dell’Associazione Amissi del Piovego con bagni pubblici sul retro; edificio ad un piano ‘ex canile’ in previsione futuro punto di ristoro; tettoia-squero per il restauro e la manutenzione delle imbarcazioni tradizionali in legno per la voga alla veneta; cavana per il ricovero delle barche e pontile pubblico per l’approdo di imbarcazioni; “Sala Gasparini”: edificio ottagonale sul Bastione Buovo previsto come sala didattica/espositiva.
Tutta l’area è provvista di impianto di illuminazione.

Attualmente l’area è di norma chiusa al pubblico se non per occasionali eventi promossi dagli Amissi del Piovego, Comitato Mura e saltuariamente altre associazioni che ne fanno richiesta. Gli Amissi del Piovego hanno concessione della ex casa del custode, dello squero e della cavana. Il Comitato Mura organizza escursioni didattiche al sistema bastionato ed ha in progetto l’allestimento di una stazione permanente del Museo multimediale delle Mura.
L’area è caratterizzata quindi da un insieme di risorse ambientali, paesaggistiche, storiche, monumentali e culturali sottoutilizzate. Il rischio in questo caso è che non solo l’area rimanga inutilizzata ma anche che i manufatti presenti si degradino col passare del tempo, senza la necessaria manutenzione che è un prerequisito dell’utilizzo.
Per ricostruire un rapporto vivo e vitale con questo patrimonio, i soggetti componenti la partnership si propongono di mettere a punto, attraverso un’intesa coordinata tra istituzione pubblica e comunità civile, un progetto di implementazione della sua attrattività e funzionalità, che a regime nell'arco di un triennio consenta di garantire la fruizione aperta, corretta e rispettosa del bene, valorizzato come luogo di esperienza di bellezza, narrativa, culturale prima ancora che turistica.
Obiettivi del progetto, e programma di intervento
Obiettivo generale è rendere la Golena S. Massimo a Padova uno spazio di incontro, di riscoperta di ambienti, luoghi, storia e della ‘civiltà dell'acqua’ e del Parco delle Mura e delle Acque, dove l'apertura e l'uso civico, condiviso e consapevole dello spazio pubblico sarà sia un fine che il mezzo per arricchire la città di Padova di confronto, cultura, qualità ambientale e paesaggistica e relazioni sociali di qualità. Tali obiettivi saranno raggiunti tramite una rete di soggetti del territorio pubblici e privati, molteplici iniziative culturali con risultati anche permanenti e l’allestimento di un punto di ristoro in loco.
In definitiva l'obiettivo generale è la rigenerazione, riqualificazione e promozione della sostenibilità ambientale, culturale, sociale ed economica della Golena S. Massimo, attraverso lo sviluppo di attività didattiche, ricreative, culturali e di ricerca. Per garantire l'efficacia generale del progetto e degli obiettivi, l'orizzonte temporale di affidamento dell’area ai soggetti del parternariato è necessariamente di medio-lungo periodo: il comune ha dato in concessione l'area al gruppo di partenariato (Cooperativa sociale Piovego capofila) per 10 anni (2025-2035) con possibilità di rinnovo, di cui i primi 3 di incubazione sostenuti dal finanziamento del bando della Fondazione CARIPARO “Luoghi (non) comuni”.
In particolare, le azioni che si intendono sviluppare sono:
- Allestimento e apertura del punto di ristoro come supporto fondamentale al presidio e apertura dell'area e alle attività didattiche/culturali/ricreative e di ricerca scientifica che qui si svilupperanno, nonché alla sostenibilità economica del progetto;
- allestimento di uno squero, acquisto di una nuova imbarcazione e restauro delle barche per la voga alla veneta esistenti;
- allestimento di una stazione permanente del museo multimediale “Mura Vive”;
- allestimento di un infopoint sul Parco delle Mura e delle Acque di Padova e della sala didattica “Gasparini” per l'organizzazione di convegni, seminari, conferenze ed esposizioni;
- organizzazione di passeggiate didattiche attorno alle mura rinascimentali;
- organizzazione di eventi culturali, sportivi e ricreativi in ottica multidisciplinare;
- attività didattiche riservate alle scuole di ogni ordine e grado con il supporto di un quaderno didattico;
- attivazione di borse lavoro per la formazione dei giovani nella gestione dei beni ambientali e culturali;
- sviluppo di attività di ricerca con vari dipartimenti dell'Università di Padova con cui sono già in corso diverse collaborazioni;
- attivazione di una manutenzione regolare dell'area con particolare attenzione all'ambiente, al paesaggio e al delicato rapporto terra-acqua.

Descrizione del target a cui il progetto è rivolto
I corsi d’acqua a Padova, così come le mura rinascimentali, sono state a lungo, nel centro cittadino, spazi marginalizzati e abbandonati, negati al dialogo con il resto di una città che era ‘città d’acque’. Oggi è in atto una riscoperta da parte dei cittadini ed una rivendicazione all’uso di questi luoghi come spazi naturali, spazi per le persone, spazi di socialità che quindi possono amplificare il dialogo con il resto della città.
Il progetto intende innanzitutto coinvolgere quei cittadini che già oggi a questi spazi stanno attivamente pensando: discutendone, prendendosene cura e progettandone la riqualificazione.
E' rivolto inoltre a tutti i cittadini, del quartiere Portello (povero di spazi verdi) e del resto della città, che poco conoscono o non conoscono affatto la Golena S. Massimo e dove troverebbero appagamento alla voglia di “nuovi spazi”, identità culturale, natura e riappropriazione del territorio prossimo, che la pandemia ha oltretutto amplificato.
Una categoria importante di soggetti che il progetto intende attrarre sono i giovani: studenti delle scuole e universitari, anche vista la vicinanza con diversi poli universitari. Per essi il progetto può assumere valenza narrativa ed educativa: riscoperta di paesaggio, storia, monumenti, biodiversità urbana.
Ulteriore categoria interessata sono gli sportivi che in varie forme desiderano frequentare gli spazi d'acqua anche nel centro di Padova (con piccole imbarcazioni a remi, canoe, kayak, dragon boat, SUP, etc.) che qui possono trovare un punto di attracco, sosta e ristoro e hub di riferimento.
Il progetto intende poi arricchire la città con un nuovo punto di riferimento nell’ottica di offerta diversificata verso forme di turismo sostenibile e alternativo, per percorsi di mobilità lenta (cicloturismo, trekking urbano, micro navigazione, itinerari natura-cultura).
Infine il progetto intende svilupparsi tenendo conto della possibilità di offrire momenti e spazi dedicati anche a persone con fragilità e persone con disabilità.
Indicazione del partenariato
Associazione Amissi del Piovego, Comitato Mura, Cooperativa Sociale Piovego e Comune di Padova sono i soggetti partner secondo un modello gestionale condiviso che valorizzerà l'utilizzo dello strumento della co-progettazione.
L'idea della co-progettazione è il punto di arrivo al quale i partner pervengono dopo un pluriennale percorso di esperienza e conoscenza comune e di sperimentazione integrata di pratiche di tutela e rigenerazione urbana sul campo, attuate in particolare nella Golena S. Massimo, oltre che in altri luoghi con caratteristiche simili della città. Attraverso il confronto e la riflessione comune sui temi di tutela, rigenerazione, valorizzazione e le problematiche di manutenzione e gestione, sono state messe a punto le strategie condivise per assicurare la sostenibilità economica, con riferimento alla congruità dei costi, alla «dimensione» organizzativa del progetto.
Ogni soggetto avrà specifici compiti che dovranno essere armonizzati tra loro in un continuo confronto e collaborazione tra i partner. In particolare:
Associazione Amissi del Piovego: storicamente presenti nell'area, gli Amissi promuoveranno iniziative volte alla valorizzazione e divulgazione della civiltà dell'acqua attraverso l’organizzazione di escursioni in barche tipiche tradizionali in legno e l’insegnamento della voga alla veneta, iniziative volte a sensibilizzare sulla storia della Golena S. Massimo, del sistema idrografico padovano e della storia dei suoi canali e lo sviluppo di strumenti didattici e divulgativi per scuole e Università, nonché approfondire la conoscenza diretta sull’architettura delle barche tradizionali come beni culturali con visite durante le lavorazioni effettuate nello squero.

Comitato Mura: gestione di una stazione permanente del museo multimediale Mura Vive, organizzazione di passeggiate didattiche alla scoperta del sistema bastionato, collaborazione nelle di iniziative sulla storia della Golena S. Massimo e del rapporto mura-acque quali elementi essenziali del Parco delle Mura e delle Acque.

Cooperativa Sociale Piovego: gestione del punto di ristoro, la cui apertura avverrà per gradi in moduli annuali; manutenzione continuativa del verde e gestione integrata dell'area golenale e delle aree riparie vicine, per una fruizione dignitosa, sicura e consapevole della funzione ecologica del sito; organizzazione di iniziative pubbliche e di confronto pubblico/privato sulla gestione del territorio e della riqualificazione ambientale dei canali urbani.

Comune di Padova: supervisione della gestione e manutenzione monumentale; servizi di igiene pubblica (derattizzazioni, trattamenti contro le zanzare, ecc.); coordinamento con altri soggetti pubblici con competenze sull'area come la Soprintendenza e gli organi regionali (Genio Civile, Infrastrutture Venete); sostituzione della recinzione perimetrale, realizzazione impianto elettrico in golena, pavimentazione drenante della rampa di accesso al piano interrato, opere a verde.
Saranno infine sviluppati e promossi: un punto informativo sul Parco delle Mura e delle Acque, cartellonistica divulgativa e di sicurezza; la formazione dei giovani sulla gestione dei beni ambientali e culturali attraverso borse lavoro; convegni e seminari pubblici di sviluppo e confronto, anche col vicino mondo degli studenti che frequentano il Portello; la costruzione di reti territoriali con altri luoghi/beni ed esperienze in ottica di museo diffuso; la diffusione e condivisione di buone pratiche e modelli di gestione pubblico-privato.
Indicazione delle strategie che garantiscano la sostenibilità del progetto
I cardini su cui poggerà la progettualità sono quattro:
• Presidio: le attività e iniziative volgeranno all'obiettivo generale di trasformare la Golena S. Massimo da non luogo a spazio di incontro e vitalità, così da garantire una presenza attiva e continuativa che vigili sul rispetto delle peculiarità monumentali, storiche, culturali e ambientali di cui è ricca e che funga da volano per attrarre iniziative culturali di qualità.
• Fruizione: aprire l'utilizzo regolare dell'area non solo alle iniziative dei soggetti partner ma anche ad altri gruppi e associazioni che promuovano il benessere delle persone, in particolare dei soggetti fragili quali anziani e persone con disabilità volgendo verso una inclusività intergenerazionale che trasformi Golena S. Massimo in volano di attività diversificate per esigenze e categorie diverse.
• Accessibilità: sviluppare progettualità che rendano la Golena S. Massimo un luogo accessibile a tutti, incluse persone con diverse condizioni di disabilità, in condizioni di sicurezza e inclusività.
• Manutenzione/gestione: attività e iniziative dovranno integrarsi con una manutenzione continuativa ed una gestione integrata del sito tali da garantire la valorizzazione del luogo e la sicurezza dei fruitori, attraverso una pulizia e una cura del verde attenta e rispettosa del delicato rapporto terra-acqua, anche stabilendo criteri di accesso al canale.
Data una assegnazione dell'area su un arco temporale di almeno dieci anni, si prevede uno sviluppo graduale dei servizi offerti: inizialmente aperta a orari ridotti e generalmente legati alle attività e iniziative proposte, sarà seguita un'implementazione in continuo con verifica e riprogrammazione su base annua, cui seguirà l'eventuale incremento dell'orario di apertura e dei servizi offerti per arrivare a darne sviluppo completo, senza mai perdere di vista le caratteristiche storiche, culturali, paesaggistiche, monumentali e ambientali del luogo e dell'utenza che si intende coinvolgere. Decisiva da questo punto di vista la programmazione di riunioni di coordinamento e di gestione tra i partner con cadenza regolare, soprattutto nel primo biennio.
La sostenibilità economica della progettualità, sia in itinere che ex post, sarà supportata dal punto di ristoro con un introito costante, potenziato dagli eventi che si organizzeranno. Si sottolinea inoltre come la manutenzione continuativa dei beni pubblici eviti il loro deperimento e quindi i relativi costi di ulteriori restauri, aumentando al contempo la possibilità di investimenti futuri da parte della Pubblica Amministrazione.
Infine, i soggetti affidatari si attiveranno per promuovere collaborazioni con diversi dipartimenti dell'Università di Padova e altri enti interessati alla Storia e alla tutela dell’ambiente urbano per lo sviluppo di ricerche e iniziative di carattere scientifico, educativo e divulgativo, anche attraverso la partecipazione a bandi di finanziamento extra nel contesto della progettualità (ad es. bandi UE).
Trattandosi di realtà molto diverse tra loro per natura e finalità, l’offerta che questa rete è in grado di proporre è ampia e diversificata e, pertanto, in grado di sfruttare le potenzialità di sviluppo che la Golena S. Massimo offre, senza mai prescindere da criteri di fruizione coerenti e rispettosi di un bene culturale di primaria importanza.

